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Vittoria di Hollande. Spini: ”Si riapre il dibattito nella sinistra italiana” Politica

La vittoria di Hollande scuote la politica francese, europea e, quindi, quella nostrana. Se infatti il centrodestra vive la sua crisi di identitä post-berlusconiana barcamenandosi fra il sostegno al governo Monti e una leadership di Alfano che ancora stenta a decollare, il centrosinistra adesso si trova a fare i conti con il ritorno, su larga scala, della questione legata al socialismo europeo. E'  il pensiero di Valdo Spini, attuale presidente della commissione Affari Istituzionali del comune di Firenze. Spini, da ex-vicesegretario del Psi, saluta positivamente la vittoria di Hollande e annuncia: «Spero che si smetta di parlare di fine del socialismo europeo, che certo ha i suoi problemi, ma che torna, con la presidenza di Hollande, alla guida di una nazione dell’importanza della Francia».

Hollande e la sinistra italiana – Fu durante gli stati generali della sinistra italiana, convocati a Firenze il 14 febbraio del 1998, che il nuovo Presidente della Repubblica francese ebbe un deciso contatto con la politica italiana. L'occasione non era da poco, in quanto fu proprio a Firenze e in quel frangente che dal simbolo dell'allora Pds fu sostituita la falce e il martello con il garofano, simbolo del Pse. «Il neo Presidente della Repubblica francese – ha spiegato Spini – intervenne nel dibattito ed era naturalmente contento di questa svolta, anche se,secondo talune voci, tra le quinte, pare avesse chiesto ai dirigenti dell’ex Pci-Pds perché non dessero un nome francamente socialista al nuovo partito e pare che ne avesse ricevuto la risposta che non si poteva fare a causa della vicenda del Psi di Craxi». Secondo Spini i tempi adesso sono maturi per cui a sinistra – Sel compresa – si torni a riconsiderare questa vicenda.

”La rottura dell'asse Mercozy” – La vittoria di François Hollande, infine, mette secondo Spini «fine all’asse “Mercozy” e apre comunque una nuova fase politica in un’Unione Europea che deve riguadagnare il consenso di tante cittadine e di tanti cittadini alla sua effettiva e piena realizzazione».
 

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