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Vittoria Franco parla di Hanna Arendt alle Oblate Cultura

Firenze – La figura e l’opera di Hanna Arendt è al centro di una conversazione tenuta dalla filosofa, ex senatrice del Pd, Vittoria Franco dal titolo “Da Le origini del totalitarismo alla Banalità del male”.

Organizzato nell’ambito del ciclo organizzato dall’Istituto Gramsci Toscano “La politica può essere bella”, l’incontro si svolgerà giovedì 7 febbraio presso la Biblioteca delle Oblate, via dell’Oriolo, 3 alle 17.30.

Allieva e per un certo periodo compagna del filosofo tedesco Martin Heidegger, Hanna Arendt è stata una politologa, filosofa e storica tedesca naturalizzata statunitense. La privazione dei diritti civili e la persecuzione subìte in Germania a partire dal 1933 a causa delle sue origini ebraiche, unitamente alla sua breve carcerazione, contribuirono a far maturare in lei la decisione di emigrare. Il regime nazista le ritirò la cittadinanza nel 1937; Hannah Arendt rimase quindi apolide fino al 1951, anno in cui ottenne la cittadinanza statunitense.

Lavorò come giornalista e docente universitaria e pubblicò opere importanti di filosofia politica. Rifiutò sempre di essere categorizzata come filosofa, preferì che la sua opera fosse descritta come teoria politica invece che come filosofia politica.

Foto: Hanna Arendt

 

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