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La montagna deve tornare a vivere Società

Sono rimasta perplessa davanti a certe dichiarazioni presenti nel comunicato stampa della Pro Loco “Pieve del Brandeglio”Cireglio in merito all’annullamento del Palio dei Ciuchi. Si sarebbe potuta organizzare una giornata dedicata al ciuco, per farlo conoscere, accarezzandolo, facendolo passeggiare, insegnando che il ciuco “non corre”. E’ risaputo che ciuchi e somari non corrono. Sono cresciuta in campagna e ho visto decine di asini ma non ne ho mai visto uno correre spontaneamente. Dopare gli animali, sfruttando la loro incapacità di difendersi, è un’atrocità.

“Quest’anno… il Palio non ci sarà, complice una macchina burocratica assurda e con costi insostenibili per un’associazione di volontari come è una Pro Loco – è scritto nel comunicato della Pro Loco – . Insostenibili al momento in cui si arriva a paragonare una manifestazione dal sapore goliardico come la nostra a manifestazioni ben più blasonate come può essere il Palio di Siena, dove si ricorda che corrono dei cavalli e non dei ciuchi… Richieste di anti-doping molto costose per i nostri ciuchi (circa € 450,00 per ogni animale), anti-doping e alcool-test per i fantini (tutti ragazzi del paese), garanzie di disponibilità a coprire i costi di una clinica specializzata in caso di infortunio al ciuchino (circa € 3000 – 4000), per cosa per altro mai successa nell’arco di tutte le sette manifestazioni. Perché chiunque abbia mai “montato” un ciuco lo sa che il rischio è semmai per il fantino, non tanto per il ciuco.

La lamentela sulle richieste anti-doping è irritante e offensiva nei confronti delle istituzioni. Sulla pagina Facebook del Palio dei Ciuchi https://it-it.facebook.com/pages/Palio-dei-ciuchi-CIREGLIO/123807892360  è scritto: Palio dei ciuchi – Cireglio Eventi sportivi. Chi ha scritto il comunicato dovrebbe sapere, dunque, che gli eventi sportivi sono soggetti a controlli di questo genere.

Ci piace pensare che lo sport debba essere un’attività onesta, pulita, senza trucco e senza inganno. Quando si fanno i controlli anti-doping e si scopre che sotto c’è il marcio, proviamo soddisfazione nel vedere che il marcio sia stato scoperto.
Se il marcio non c’è, tanto meglio, ma sono i controlli a stabilirlo, non la buona fede. Se in un evento sportivo sono coinvolti gli animali, i controlli sono ancora più necessari perché, mentre un essere unano fa uso di sostanze dopanti volontariamente,  quei disgraziati ciuchi costretti a correre non hanno voce per chiedere un controllo ma solo per ragliare il loro disappunto a essere schiavizzati.  I casi di doping nelle corse di animali sono piuttosto frequenti: chi fa correre gli animali deve prepararsi all’evenienza dei controlli, altrimenti faccia festa con una tombola in piazza dove i controlli non siano previsti.

Rivendicare che “il rischio è per il fantino, non tanto per il ciuco” è frutto di un pensiero egoista e antropocentrico . Mentre il fantino sceglie di montare il ciuco, quest’ultimo non ha scelta e subisce la monta del fantino. Se il fantino si fa male e ha bisogno di un soccorso, non vedo perché non debba averne bisogno il ciuco infortunato.

La stessa Pro Loco dichiara:Perché noi viviamo in montagna e gli animali prima di tutto li rispettiamo”. Chi rispetta gli animali, non li sfrutta, non li batte con mani e piedi per farli arrivare al traguardo. E soprattutto si organizza per una “clinica specializzata in caso di infortunio”.

Arriva la resa: “Ma una complicazione dietro l’altra ci ha portato infine a dover cedere. Sì a cedere perché ci abbiamo provato in tutti i modi fino all’ultimo a resistere, a trovare soluzioni, proporre alternative. Una lotta purtroppo impari quella contro una macchina burocratica che tra leggi regionali, normative nazionali ecc. è urgente cambiare.”

Quali soluzioni e alternative sono state proposte? Forse evitare i controlli? L’alternativa migliore per esseri umani e non umani sarebbe stata quella di fare una bella corsa “umana”, magari travestendosi da ciuchi.
I bambini e le bambine si divertono molto facendo questi giochi.

Si sarebbe potuta organizzare una giornata dedicata al ciuco, per farlo conoscere, accarezzandolo, facendolo passeggiare, insegnando che il ciuco NON CORRE. Sono cresciuta in campagna e ho visto decine di asini ma non ne ho mai visto uno correre spontaneamente.

Non poteva mancare lo sfogo contro gli animalisti: “A questo si aggiungono i pregiudizi eccessivi di alcune associazioni animaliste, ed ecco che la frittata è fatta.”

Gli animalisti, in nome del prezioso articolo 21 della Costituzione, hanno protestato e sono lieta dell’esistenza di questa libertà che considero un plus valore dell’Italia repubblicana ma pare che alla Pro Loco di Cireglio stiano strette tanto le norme che prevedano i controlli quanto la libertà che preveda le proteste.

Mi auguro che la Pro Loco di Cireglio, anziché pensare a fare la frittata, pensi a fare la pace con le istituzioni e le associazioni animaliste. Pur non essendo toscana, mi sento di affermare che le associazioni animaliste toscane sarebbero ben disposte a collaborare per la buona risuscita di una festa che valorizzi Cireglio e la sua natura animale e vegetale. Le alternative a una “manifestazione dal sapore goliardico” ci sono ma la regola numero uno è che le goliardie restino una prerogativa squisitamente umana.

Infine arrivano i ringraziamenti: “Ringraziamo perciò doverosamente l’assessore Mario Tuci che ci è stato vicino per tutto il tempo e l’assessore Elena Becheri che ci ha seguiti nello sforzo di riuscire a farlo fino all’ultimo giorno utile…”

Non so quali siano gli sforzi compiuti da Mario Tuci, assessore che tra le deleghe ha quella di Politiche per la collina e la montagna, sport e impianti sportivi: in ogni caso lo invito a guardare alla collina e alla montagna con ben altri occhi e a stendere un velo pietoso su queste tradizioni retrograde e speciste.
Mi sorprende lo sforzo di Elena Becheri, assessore ad Attività e istituti culturali, politiche culturali, tradizioni e politiche interculturali, educazione e formazione, edilizia scolastica, università e ricerca, politiche giovanili: mi chiedo come possa un assessore che si occupa di cultura, educazione, università a non rendersi conto dell’arretratezza culturale che caratterizza queste corse di animali. E’ difficile accettare il binomio cultura – sfruttamento animale. Se non altro, il sindaco di Pistoia, qualche segno di ragionevolezza lo ha dato sospendendo la Giostra dell’Orso.

Sono d’accordo con ciò che scrive la Pro Loco: “…la montagna deve tornare a vivere e per questo occorre iniziare a darle respiro”. Si è iniziato a darlo ai ciuchi, risparmiando loro il palio di quest’anno. C’è un anno per lavorare alla riuscita della prossima festa dell’Agosto 2016. Credo che la Pro Loco, con la collaborazione di istituzioni, associazioni animaliste e ambientaliste, possa organizzare un’evento improntato all’etica, che sia una festa per tutta la popolazione, umana e non umana.

Il comunicato della Pro Loco Cireglio (PT): http://www.lineefuture.it/la-burocrazia-uccide-la-montagna/

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