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Vivaismo, Coldiretti: “Restano vincoli che limitano la crescita” Economia

Coldiretti Pistoia, nel commentare ieri sera l'approvazione in Consiglio regionale della nuova nuova legge regionale sul vivaismo (12 luglio Vivaismo, Toscana all’avanguardia), sottolinea, con apprezzamento, il fatto che la norma riconosce il vivaismo come "attività agricola a tutto tondo", tenendo cioè conto degli effetti favorevoli che il coltivare piante ornamentali o da riproduzione determina sull'ambiente. "Per esempio – ricorda la nota di Coldiretti – l'ossigenazione dell'aria", che è una delle "esternalità positive", così chiamate dagli economisti, che il vivaismo ha in comune con il settore agricolo e forestale. "Ma c'è bisogno di investimenti ed innovazione nelle nostre aziende – dichiara Riccardo Andreini, vice presidente di Coldiretti Toscana e presidente provinciale di Pistoia – per continuare a reggere la competizione globale". Ed è su questo punto che la legge nuova legge regionale, secondo gli operatori del distretto vivaistico pistoiese, è carente, perchè limita la possibilità di investimento nelle aziende. "Accanto a tanti riconoscimenti e buone intenzioni ed alcune deroghe molto importanti per quanto riguarda le superfici e l’altezza dei capannoni, mantiene infatti alcuni vincoli che ostacolano la possibilità di investire – spiega Coldiretti -,  ad esempio, l'obbligo di abbattere, proprio abbattere, gli annessi rustici in caso di eventuale cessazione dell’attività”.
Lo prevede il combinato disposto tra le leggi regionali urbanistica e sul vivaismo, ma “c'è un'opportunità immediata per riaggiustare il tiro  -spiega Andreini -. È infatti iniziato l'iter per modificare proprio la legge regionale urbanistica, auspichiamo che in questa sede venga rimosso un ostacolo allo sviluppo futuro ed ulteriore del vivaismo e di tutta l'agricoltura toscana”.

Lavorare subito per passare dalla norma alla pratica e recepimento da parte dei Comuni. “Approvata la legge, occorre immediatamente partire per emanare e stimolare i necessari atti affinché i buoni principi si concretizzino – auspica Andreini -. Come Coldiretti poniamo sin da subito l'accento sul recepimento delle indicazioni della legge regionale nei regolamenti e nell'opera quotidiana delle amministrazioni comunali. A cominciare dalla qualificazione e cura degli spazi verdi e arredi urbani”.

Una legge di filiera che opera su tre direttrici fondamentali. "Prima di tutto – siega Coldiretti – con il sostegno dell'attività vivaistica, al fine di valorizzarne la funzione economico – sociale intervenendo in modo organico sulle misure che ne possono assicurare le prospettive future, dalle risorse fondamentali (acqua e suolo), al sostegno della competitività, della sostenibilità, della ricerca e dell'innovazione". In secondo luogo promuovendo lo sviluppo delle aree a verde come strumento di valorizzazione del paesaggio e strumento di contrasto e contenimento delle emissioni dei gas serra in atmosfera. Se infatti l'impegno primario è quello di contenere le immissioni, non meno importante è l'attenzione al loro riassorbimento, possibile appunto attraverso l'azione naturale delle piante, sostenendo comportamenti virtuosi in tal senso. In terzo luogo, la legge punta a spingere il sistema pubblico ad una maggiore qualificazione e cura degli spazi verdi urbani, per i quali non basta una generica destinazione a verde, ma serve una giusta selezione della sua qualità, delle sue caratteristiche e della sua gestione.

Il vivaismo in Toscana conta 2.400 aziende per una superficie coltivata di oltre 6.500 ettari, con un mercato di larga dimensione internazionale. Su una piccola porzione di terreno (pari all'1% della superficie agricola utilizzata in Toscana) si copre quasi un terzo della produzione agricola regionale. La Toscana detiene il 70% delle esportazioni nazionali per un valore di 236 milioni di euro. La diffusione si concentra su Pistoia: 1.468 aziende, mentre tra le altre province emerge in particolar modo Arezzo (11% e 424 aziende). E' un settore regge nel tempo sul mercato internazionale, anche se comincia a vedere processi di delocalizzazione produttiva all'interno della stessa regione, ma anche fuori. Un'attività importante ed a forte impatto sulle risorse essenziali del territorio e sulle matrici ambientali: territorio, acqua, aria.

Foto www.vivaibiagini.it

 

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