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Viviano in crisi (ma non è il solo) Sport

Era prevedibile che Emiliano Viviano finisse sul banco degli imputati dopo la clamorosa sconfitta di Roma. Domenica le “civette” dei più importanti giornali cittadini mettevano in evidenza la crisi del portiere,visibilmente colpevole  su almeno due dei quattro gol incassati. E’ chiaro come la luce del sole che Viviano sia soltanto l’ombra del “numero 1” che con le sue
prodezze salvò il Bologna dalla retrocessione e meritò il posto di titolare della nazionale nei mesi in cui Buffon era indisponibile per un infortunio.Viviano, fra l’altro, ha confessato i suoi errori poco dopo la fine della partita nella trasmissione condotta da Mario Sconcerti. Un gesto sincero e coraggioso.Ma Viviano non ha potuto fare a meno di aggiungere che  non si sentiva il solo responsabile della sconfitta e ha fatto capire che i nove risultati utili consecutivi hanno fatto perdere alla squadra quell’umiltà che aveva caratterizzato l’esaltante inizio di stagione. E’ un’analisi che condividiamo in pieno. Oltre a Pizarro e Jovetic, i due più forti giocatori della squadra,  la Fiorentina deve recuperare anche l’umiltà, dote indispensabile  in particolare quando si affrontano grandi squadre, come  la Roma ha dimostrato di essere. Nelle prime sedici giornate di campionato la Fiorentina ha perso tre partite: contro Napoli, Inter e Roma, tre squadre partite con ambizioni di primato. Non ci sembra un caso. E’ un merito averle affrontate con la mentalità di chi non vuole sentirsi inferiore a qualsiasi avversario, ma è bene non esagerare.Quando è stata prospettata la formazione con Cassani esterno di destra e Cuadrado spostato in avanti,noi siamo tra coloro che l’hanno approvata pensando che Montella cercasse di coprire più del solito la difesa contro l’attacco più forte del campionato italiano. Così non è stato. Cassani è andato per i fatti suoi, Cuadrado non si è mai fatto vedere nella metacampo viola.Se si aggiunge che nel primo tempo tutti i centrocampisti (Borja Valero, Aquilani, Pasqual, Olivera) hanno giocato nettamente al di sotto del loro valore,si spiega come Totti, Destro e compagni siano arrivati al tiro con facilità irrisoria. Gli errori di Viviano hanno completato il disastro preparato da tutta la squadra che, evidentemente, non si aspettava una Roma così forte sul piano tecnico e atletico.
Nella ripresa,con l’ingresso di Mati Fernandes e El Hamaouidi la situazione è migliorata,tanto che la Fiorentina, dopo aver ridotto le distanze con l’olandese-marocchino, ha avuto persino l’occasione per pareggiare. Qui è inevitabile chiamare in causa Montella, che accortosi dell’errore iniziale,forse avrebbe dovuto anticipare certe mosse,a cominciare dalla sostituzione di Olivera, graziato dall’arbitro da una sacrosanta espulsione.Ancora più tardivo il terzo cambio. Toni (il cui rientro è stato in dubbio per tutta la settimana) ha dimostrato di essere ancora condizionato dal colpo ricevuto a Torino e Seferovic entrato soltanto al 37’ della ripresa ha subito dimostrato di essere molto più pericoloso,impegnando il portiere romanista nella parata più difficile della gara.
Montella,allenatore di buonsenso,terrà conto di quello che è accaduto a Roma non solo nel futuro  immediato (il derby col Siena),ma anche in seguito.Il rientro di Piazarro e Jovetic risolverà due enormi problemi,ma c’è da recuperare Viviano sotto il profilo psicologico e non si può trascurare il legittimo calo di alcuni giocatori -come Cuadrado, che sarà comunque squalificato, Borja Valero e Pasqual- che finora hanno tirato la carretta forse più di tutti gli altri. A Roma è finita una splendida serie positiva,ma non è finito il campionato. La Fiorentina mantiene una invidiabile posizione in classifica,è sempre in piena lotta per un posto in Europa.Il calendario va sfruttato perché offre più di un’occasione di riscatto.
Raffaello Paloscia

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