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Volo Catania-Firenze, arrivo a Bologna e ritorno in taxi Cronaca

Firenze – Volo dirottato causa nebbia, poi ritorno in taxi, a proprie spese, a Peretola. Da dove? Da Bologna. Protagonisti della disavventura, un gruppo di fiorentini di ritorno da un viaggio siciliano, imbarcatisi su un aereo della Vueling in partenza alle 22,05 di domenica 27 dicembre dall’aeroporto di Catania; coprotagonista e vero mattatore, la nebbia, che in questi giorni ha cancellato di fatto il traffico dei due aeroporti toscani, Firenze e Pisa.

Il viaggio comincia male sin dalla partenza. Un ritardo di due ore causa nebbia, che costringe il gruppo di toscani ad aspettare all’aeroporto l’imbarco. Piuttosto normale anche se seccante, come raccontano a Stamp i protagonisti dell’avventura. Che tuttavia si accomodano di buon grado, chi leggendo un buon libro, chi al bar, chi schiacciando addirittura un sonnellino. Scattata mezzanotte e mezza, vengono imbarcati con l’avvertenza che, causa nebbia, il volo atterrerà a Pisa. Certo, se Peretola è chiusa per nebbia, che ci si può fare? Qualche mugugno di prassi, e via. Così, si procede nel volo fino a circa venti minuti dall’arrivo a Pisa. “Stavamo già chiedendoci come fare per tornare da Pisa – racconta una giovane donna di ritorno dalla visita ad alcuni parenti – quando, proprio mentre ci apprestavamo di lì a poco all’arrivo, giunge un’altra comunicazione: troppa nebbia a Pisa, aeroporto chiuso, si sbarca a Bologna”.

Ecco, la faccenda diventa un po’ più complicata. Bologna non è Pisa, e per tornare a Firenze la faccenda si potrebbe fare complessa. Sì, ma niente paura, dice un uomo avvezzo ai viaggi in aereo: di sicuro la compagnia si è premunita, e allo sbarco a Bologna ci sarà di certo personale ad attendere i passeggeri, un mezzo di trasporto alternativo, insomma tutto ciò che da prassi comporta uno spostamento d’arrivo in “corsa”. Abbastanza rassicurati, i passeggeri si dispongono, nonostante tutto, a mandar giù perplessità e disagio (del resto, la nebbia è senz’altro una causa di “forza maggiore”) e da lì a poco giungono a Bologna.

Aeroporto di Bologna, ore 2,45. Un gruppo di passeggeri perplessi si guarda attorno: nessuno. Non c’è nessuno, ad attenderli, solo freddo, oscurità, e tre taxi in tutto, lì fuori dall’aeroporto. I passeggeri che devono tornare a Firenze rincorrono hostess ed equipaggio che stanno scendendo: “Scusate, ma noi che dobbiamo fare ora?” Nessuno lo sa. Qualcuno chiama per avere gli orari dei primi pullman o treni per Firenze: niente, fino almeno alle sei o poco prima. Che fare? I bambini cominciano a piangere, la situazione diventa insostenibile. Nessuno si fa avanti. Passa mezz’ora: niente. Allora, si fa strada l’unica possibilità: i tre taxi.

Assalto al taxi: qualcuno dei “superstiti” forma un gruppetto di quattro persone e sale su di un taxi. E via, nella notte appenninica, via da Bologna fino a Firenze. Costo: 45 euro a testa, nel taxi  dove sono in quattro. Sborsati di tasca propria, ovviamente. Almeno per ora, dal momento che molti dei passeggeri della sfortunata notte sono decisi a chiedere il risarcimento danni alla compagnia. E gli altri? Quelli che non hanno preso il taxi? Non si sa quando qualcuno si è presentato per la dovuta assistenza.

 

 

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