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Volontariato e istituzioni insieme contro la crisi Cronaca

La proposta che emerge dalla Conferenza annuale organizzata  lunedì  24 settembre dalla Conferenza Permanente delle autonomie sociali (Copas) è quella che  terzo settore e istituzioni lavorino insieme, in una rete di partner di pari dignità, per rispondere al meglio all’attuale situazione di crisi, che crea problemi per l’erogazione dei servizi. Come ha  sottolineato in apertura dei lavori la Presidente della Copas, Eleonora Vanni, è importante continuare il percorso di riflessione su tematiche di particolare rilevanza, dal welfare alla partecipazione, dal federalismo alla finanza locale, che la Copas ha affrontato con una serie di iniziative sul territorio toscano.

In questo frattempo – ha aggiunto Eleonora Vanni  –  la crisi si è acuita  e noi dobbiamo capire come affrontare la situazione  offrendo spunti e contributi all’amministrazione.  In primo luogo –ha concluso Vanni- ci si deve allontanare da una mentalità di tipo ragionieristico nel mero tentativo di aggiustare i conti. per mettere insieme, capacità, opportunità e risorse, e non svuotando i luoghi della partecipazione. Il rischio è infatti che davanti alla carenza di risorse non solo le famiglie e le associazioni, ma anche le stesse istituzioni guardino solo al proprio ambito con ricadute gravi sulla coesione sociale”.

I dati emersi nella Conferenza evidenziano quanto la situazione sia difficile: analizzando i rapporti tra servizi pubblici locali e il terzo settore, l’Irpet rileva che l’esternalizzazione dei servizi socio-assistenziali ed educativi è in aumento, ma che a seguito del taglio delle risorse la strategia applicata è quella di eliminare i servizi non indispensabili, di incrementare le quote di partecipazione a carico degli utenti e di ricercare operatori a prezzi sempre più ridotti, in una spirale che mette in difficoltà sia i cittadini sia gli operatori del terzo settore.

Un incoraggiamento  alla Copas è  giunto dall’intervento di saluto del Presidente del Consiglio Regionale Alberto Monaci –  che da detto “Voi siete essenziali[…] e avete il dovere di controllare quello che noi facciamo. Dovete imporre una visione complessiva degli strumenti che servono per il sociale e controllare che vengano attuati”.
Monaci ha rilevato che  “siamo a un passaggio molto stretto, assistiamo a situazioni in cui le istituzioni si mettono in difficoltà da sole. Qui noi abbiamo operato una scelta: la sobrietà. Qui non ci sono sprechi insulsi e saremo coerenti fino in fondo”.

Nel corso dei lavori  il vicepresidente della Copas Vincenzo Striano ha  parlato del “ il paradosso per cui molti servizi non potrebbero essere garantiti senza l’apporto del volontariato e tuttavia il volontariato non viene sostenuto come ci si aspetterebbe”. Per Striano ,insomma, il welfare non è un lusso  ma un modo di vivere che può anche generare molta occupazione. Anche Luciano Franchi, portavoce del Forum regionale  del Terzo settore, ha  rilevato  “non dobbiamo farci travolgere, ma trovare nuovi modi per rispondere ai bisogni”.

La Regione  è attente  al terzo settore – ha  osservato  l’assessore regionale alle Politiche sociali  Salvatore Allocca –  che  deve essere ora capace di trasformare gli orientamenti in proposte concrete.  Allocca ha concluso  rilevando che “ i trasferimenti del governo nazionale per il welfare si sono ridotti in maniera inaccettabile” .

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