energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Tutta Volterra recita il grido di Mercuzio Opinion leader

Ora di fronte a Shakespeare e a Romeo e Giulietta, Armando Punzo ricompatta quei caratteri in polistirolo nelle pagine di libri stesi in alto come nuvole protettive, boe segnaletiche per naufraghi e migranti, libretti rossi di una ecosostenibile rivoluzione culturale e la poesia diventa un inno alla gioia. E un grido di rivolta. Davanti alla quadreria della Fortezza, Picasso e Chagall, Caravaggio e Veronese, Dalì e Van Gogh, tutti insieme, noi spettatori dopo un'ora e mezzo sotto il sole, e gli attori detenuti, infoltiti da bambini, cantanti, comparse, suonatori, macchinisti, posiamo per una foto ricordo al grido "Mercuzio non vuole morire", titolo della nuova avventura della compagnia volterrana che, sollecitata dalla colonna sonora di Andrea Salvadori, si inoltra in un campo magnetico degno di Terence Malick.
Mercuzio era anche il lavoro dell'anno scorso. In forma di studio. Imperfetto e incompiuto. Il macrocosmo scespiriano si amplifica a dismisura. Incontra Otello, Riccardo III, Lear, il sogno e la tempesta, duetta con Artaud, Calvino, Melville, Majakowski, Holderlin, il Goethe della "Vocazione di Wilhelm Maister" e duella col Cyrano dal lungo naso che sfida a sua volta il confratello Pinocchio. Punzo inventa un altro dei suoi magnifici carrozzoni viaggianti. Al massimo della potenza. Compilation di apparizioni, cerimonie, processioni, clownerie, tableaux vivants, una sfilata dell'arte del 900, espressionismo e dadaismo, Magritte e Duchamp, macchine celibi e teatrini alla Cornell, grandi pannelli in bianco e nero che riflettono l'esterno di Volterra/Verona e avanzano minacciosi verso il pubblico come la foresta di Macbeth.
Il caos e la sua governabilità. Punzo lo tiene per mano e lo porta dove vuole, riservandosi il ruolo di giocoliere, di amministratore delle traiettorie, di magico costruttore di un  meccanismo scenico e drammatico ogni volta più tentacolare e avvolgente. Un po’ Prospero un po’ Calibano. La prigione poi esce fuori con tutta la sua emergenza e raggiunge le strade e le piazze di Volterra. Forse questa è un'altra storia. Ma se Mercuzio vuole vivere è di certo lì che deve stare e duellare.

Gabriele rizza

Print Friendly, PDF & Email

Translate »