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Voragine Torrigiani: alla fine dei lavori il conto da pagare Breaking news, Cronaca

Firenze – Proseguono senza sosta i lavori sul Lungarno Torrigiani dove una voragine apertasi nella notte della scorsa primavera ha creato una ferita profonda, per alcune ore l’immagine più cliccata al mondo, per poi svanire sotto le polemiche e soprattutto la ricerca delle responsabilità. A distanza di alcuni mesi, con il cantiere destinato a concludersi entro i primi giorni di novembre,  ancora non sono chiare né la dinamica degli eventi né tanto meno l’attribuzione delle responsabilità e costi annessi. Già, perché i lavori eseguiti costano e qualcuno dovrà pagarli alla fine.
C’è una duplice speranza: concludere i lavori e far saldare il conto ai colpevoli.

Il sindaco solo poche ore fa ha reso noto che “Sono state terminate le attività di cucitura del muro con i micropali da 140mm. Un grazie di cuore agli operai nei cantieri della città, e a tutte le persone che sono a lavoro nonostante il periodo di caldo e di ferie” queste le parole di Dario Nardella.

La grossa toppa rischia però di nascondere una riflessione ben più profonda sulle cause di quanto accaduto, poiché se è vero che spetta alla magistratura fare chiarezza su eventuali imperizie, negligenze ed errori più o meno scusabili, è vero anche che conoscere le reali dinamiche del disastro aiuterebbe l’Amministrazione e la città a comprendere meglio lo stato di salute del manto stradale, della collina, delle tubazioni e di tutti quegli elementi che compongono il sistema che sarebbe “collassato” spontaneamente in una notte. 

Dimissioni pesanti. “Il sindaco Nardella subito dopo il crollo del Lungarno Torrigiani invitò i vertici di Publiacqua a riflettere secondo coscienza sulle proprie dimissioni, e l’AD Carfì si è dimesso dopo qualche settimana. Adesso che in base ad una relazione del gestore idrico non è più così certo che la responsabilità di quanto accaduto sia tutta di Publiacqua e che la mancata manutenzione di argini e sottosuolo, di cui sarebbe responsabile il Comune e la Città Metropolitana, abbiano inciso sensibilmente, la coscienza di Nardella cosa gli consiglierebbe? Seguirebbe la strada del rappresentante di Acea a cui aveva consigliato di dimettersi?” queste le dichiarazioni del capogruppo di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi e del consigliere Giacomo Trombi che riaprono la ferita.

Il conto aperto da 5 milioni. “Abbiamo da mesi chiesto di avere anche la corrispondenza tra Comune e Publiacqua che non fosse atto giudiziario – proseguono Trombi e Grassi – per capire una volta per tutte chi pagherà alla fine gli oltre 5 milioni di euro di opere che si stanno realizzando sul Lungarno Torrigiani e chi pagherà i danni alle auto e alle abitazioni: per il momento le fatture verranno pagate dal gestore idrico ma si potrà rivalere su terzi, Comune compreso. Abbiamo la strana sensazione, che speriamo non si avveri, che quei fondi necessari per la ricostruzione finiranno, nonostante le parole ‘neppure un euro ricadrà sulle tariffe dell’acqua dei cittadini’ pronunciate dal sindaco nelle ore immediatamente successive al crollo, o nelle bollette della cittadinanza oppure che verranno prelevate dai conti pubblici” non è la prima volta che la politica locale tocca il tasto delle bollette che verrebbero gravate dai costi di riparazione.

Un problema per i rappresentanti pubblici sarebbe nel non avere ancora a disposizione l’intero carteggio intercorso tra gli addetti ai lavori. “Si rendano pubbliche e trasparenti le relazioni delle due parti: la cittadinanza ha diritto di conoscere e sapere quali siano le responsabilità e avere a disposizione una ricostruzione di quanto accaduto, altrimenti rimarrà la solita storia all’italiana in cui nessuno ha responsabilità, tutti assolti e a rimetterci sono solo quelli che hanno avuto danni. Una situazione ancor più inspiegabile dalla gestione del Presidente Vannoni che prima è stato salvato dalle parole del sindaco Nardella che lo hanno immediatamente assolto da qualunque responsabilità, ma che poi ha commissionato e fatto trapelare una relazione tecnica che scarica ogni responsabilità sulle mancanze e carenze del manutentore del Lungarno, ossia del Comune guidato dallo stesso Nardella, tirando più o meno completamente fuori amministratori e vertici di Publiacqua. Solo una rozza strategia, quella di Vannoni, per salvare la propria persona di fronte al giudizio dei Tribunali oppure fine strategia politica?” concludono gli esponenti della sinistra alternativa.

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