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Internet e infanzia, genitori attenti ai vostri figli Società

C’è ben poco di virtuale, nel pericolo che corrono bambini e adolescenti sul web: cyberbullismo, insulti, minacce, sesso, e, ultimo nato, “sexting”. E se da un lato crescono i danni arrecati sul web a bambini e minori, dall’altro sono in vorticoso aumento anche i reati commessi dagli stessi nei confronti di qualcun altro.
Di tutto questo mondo così quotidianamente presente nella vita dei nostri figli, i genitori italiani sono sostanzialmente all’oscuro: secondo quanto emerge da un'indagine realizzata nell'ambito
del Safer Internet Programme della commissione Ue, i cui risultati sono stati presentati questa mattina 19 novembre nell'ambito degli Stati generali della Pediatria all'Istituto degli Innocenti di
Firenze, l’81% dei genitori italiani non è a conoscenza di messaggi offensivi ricevuti dai loro figli sul web, contro la media europea di 56%; il 67% delle famiglie italiane non è mai venuta a conoscenza del fatto che i loro figli abbiano incontrato dal vivo persone conosciute on line, contro il 61% della media delle famiglie europee. Stesso discorso per gli insegnanti: quelli italiani sono i meno coinvolti (65%) nelle attività web dei loro studenti (media europea: 73%).
Per quanto riguarda l’età media di accesso al web, secondo un’indagine svolta dalla rete EU Kids Online Network in 25 paesi europei (intervistati oltre 25 mila ragazzi tra i 9 e i 16 anni e per ognuno di loro, uno dei genitori), è sempre più bassa, 7 anni in Danimarca e Svezia, 8 negli altri Paesi del Nord Europa e 10 in Grecia e Italia (dove il 60% dei ragazzi usa Internet quotidianamente). Il 59% ha un profilo sui social network, il 14% dichiara di aver visto su Internet immagini a sfondo sessuale. Il 6% ha ricevuto messaggi online di cyber-bullismo e il 3% li ha inviati ad altri.
Un fenomeno del tutto nuovo emerge èpoi dalle maglie della Rete: il “sexting”, lo scambio di immagini sessuali che interessa il 15% dei giovani tra gli 11 e i 16 anni, anche se solo il 3% ammette di aver inviato immagini, oltre ad averle ricevute. Massiccio è l’uso di internet: : il 93% dei ragazzi naviga almeno una volta alla settimana e il 60% lo fa tutti i giorni o quasi. 
A proposito dell’aumento dei reati commessi dai minori on-line (nella maggioranza dei casi cyber-bullismo, ingiurie e minacce) il pm della procura fiorentina Ornella Galeotti lo lega in buona aprte al falso senso di impnità che la Rete assicura ai più piccoli. Niente di più sbagliato, come spiega il pm: “Se nella realtà si può riuscire a farla franca, su internet la polizia postale è praticamente in grado di ricostruire ogni singolo atto, mossa e gesto effettuato dal minore”.
Ma come si può fare per evitare ai nostri bambini i pericoli del web?
"Per promuovere un utilizzo più sicuro del web da parte dei nostri figli occorre creare un'alleanza strategica tra le figure principali dei loro mondo: famiglie, insegnanti, pediatri – ha detto il presidente della Sip (Società italiana di Pediatria), Alberto Ugazio.
Inoltre, alcune regole proposte nel corso dei lavori, fra cui alcune semplici indicazioni: tenere il pc protetto, custodire le informazioni personali, costruirsi password solide, non dare dati sensibili
via e-mail, utilizzare prudenza sui social network.

  

 

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