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Week-end fuori porta? Sì, col baratto Società

Sempre meno utopia, sempre più realtà: se la parola più ricorrente di questi tempi è crisi, uno dei termini più usati per combatterla è baratto.
E se qualcuno pensa che sia un’utopia, basta dare un’occhiata sul web: dal 14 al 20 novembre 2011 si potrà scambiare un soggiorno in Bed&Breakfast in tutta Italia con una merce o un servizio. Niente soldi, insomma, ma il vero e proprio “baratto” di antica memoria.
L’iniziativa, che è partita dal portale  www.bed-and-breakfast.it  è giunta quest’anno alla sua terza edizione.
Del resto, dando un’occhiata su Internet, si trovano sempre più siti che propongono scambi assolutamente svincolati dall’idea di denaro. Un esempio di cosa si può ottenere acquisendo questa abitudine che da qualche tempo ha assunto un connotato molto trendy, proviene dagli Stati Uniti, dove hanno “inventato” gli Swap Party, privati e pubblici, in cui ci si ritrova per scambiarsi beni o servizi.
Il problema che può porsi è, a questo punto, cosa si sa fare o cosa si possiede da offrire in cambio di, per esempio, un fine settimana in B&B. Il campo è così grande che basta usare la fantasia: da chi sa fare e può offrire marmellate e conserve, a chi può tenere lezioni private, chi si occupa di giardinaggio, chi vuole scambiare un vecchio tailleur o la giacca in pelle che gli va stretta, qualsiasi merce o attività può diventare oggetto di scambio e baratto con il fine settimana desiderato.
La passione del Baratto è in continuo aumento. Per quanto riguarda la Toscana sono 57 le strutture sparse in tutta la regione che valutano il baratto come forma di pagamento tutto l’anno; per quanto riguarda la settimana dal 14 al 20 novembre 2011, solo a Firenze città sono 14 le strutture che aderiscono all’iniziativa (tante in pieno centro storico), più 10 che praticano questa forma di scambio tutto l’anno.
Nel sito www.lasettimanadelbaratto.it sono 300 le strutture, divise per Regioni,  che offrono questa possibilità su tutti i dodici mesi.

Anche il mondo della creatività non è rimasto fuori da questo circolo di scambio senza denaro, anzi: s’è appena concluso (il 18 settembre scorso) il Festival A Veglia. Una formula inventata dall’attrice Elena Guerrini che ripropone l’antica formula tradizionale della Maremma toscana del racconto fuori della porta di casa o sull’aia. Una formula innovata nei contenuti che l’attrice, regista e autrice maremmana porta nelle case e nelle piazzette, superba e naturale scenografia degli spettacoli. Il Festival, che si è tenuto a Manciano (Grosseto), dal 12 al 18 settembre scorsi (V Edizione) esige un pagamento speciale del biglietto: gli attori sono pagati con la formula del baratto, una bottiglia d’olio extravergine, di vino doc, una forma di pecorino.

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