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Welfare, famiglie toscane in trincea contro crisi e tagli Economia

Fino a qualche anno fa la politica socio-assistenziale dei comuni toscani ha fronteggiato le aree di disagio con una maggiore destinazione di risorse rispetto al resto d’Italia. Ma che accadrà d’ora in poi, con i tagli che si sono abbattuti sui bilanci degli enti locali?
In Toscana le famiglie in condizioni di povertà sono nettamente inferiori alla media nazionale: il 5,3%, contro l’11%. Nel 2010 sono diminuite di 0,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente (erano il 5,5%), mentre in Italia sono cresciute in percentuale analoga (erano il 10,8%). Tutti gli indicatori Istat, prosegue il rapporto Caritas, registrano valori inferiori alla media nazionale. Eppure sconcerta il fatto che nella ricca Toscana 5 famiglie su cento non riescano a fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni. Che il 7,9% non riesca a riscaldare la casa quanto basta e il 12,3% dichiari di arrivare alla fine del mese con difficoltà. In regione inoltre sono state censite 46 mense dei poveri, che erogano una media di circa 850 pasti al giorno.
La povertà mostra però dei “picchi” in alcune zone critiche della Toscana. “Quest’anno abbiamo 850 tessere per il credito di spesa, circa il 18% in più rispetto al 2010” fa sapere Rodolfo Giusti, un volontario “storico” dell’Emporio della solidarietà di Prato. Una sorta di supermercato, cioè, dove le famiglie in grave difficoltà economica possono fare gratuitamente la spesa per arrivare alla fine del mese. “La novità, in un’area come la nostra fortemente colpita dalla crisi, è che oltre la metà delle famiglie in difficoltà è rappresentata da italiani”. Anziani, giovani disoccupati, cinquantenni che non riescono più a trovare lavoro: c’è di tutto.
In passato, secondo la Caritas, la Toscana ha affrontato il disagio sociale con un welfare un po’ più “generoso” rispetto alla media italiana. La spesa socio-assistenziale dei comuni nel 2008 (ultima data di rilevazione del Rapporto) era pari a 130 euro procapite (111 in Italia); la spesa nell’area della povertà, 11 euro procapite (8,5 la media italiana). Leggermente superiori anche gli importi erogati ai destinatari della spesa sociale: 40 euro per ciascuno, contro i 34 della media italiana. Con un’eccezione poco lusinghiera: le famiglie in disagio economico con disabili a carico, supportate con una spesa di appena 4,8 euro a testa, contro la media nazionale di 6. Cosa resterà in piedi della nostra macchina del welfare nel prossimo futuro?
 

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