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Whatami si trasferisce dal Maxxi alla Garbatella Ambiente

Whatami, corruzione di “What am I” è una installazione paesaggistica che rappresenta colline verdi illuminate da fiori rossi e bagnate da uno specchio d'acqua.
Declina nell'epoca industriale il primo puzzle inventato nel '700 a scopo ludico-didattico da John Spilsbury, che si smontava lungo i confini geografici delle terre emerse e delle catene montuose. Realizzata dallo studio romano di archiettura e trasformazioni territoriali, stARTT, progetto vincitore del concorso Young Architects Program 2011, si trova al museo Maxxi di Roma dedicato all'artista Alighero Boetti, di cui l'installazione vuole essere omaggio, attraverso un lavoro di "composizone" che ricorda le famose mappe geografiche dell'artista su tela ricamata. In un mare immaginario si compongono isole mobili, che si dispongono liberamente lungo il piazzale esterno del Museo, una grande collina fissa destinata al relax, grandi fiori artificiali che garantiscono l'ombra durante il giorno e l'illuminazione la sera. Elementi mobili della composizione architettonica sono invece gli oggetti poggiati sul playground della piazza dura del Maxxi. Il risultato è un paesaggio tanto artififciale, quanto suggestivo e onirico, di linee morbide e continue sospese nel mare solido del cemento bianco e che sostengono i grandi 18 fiori in vetroresina rossa alti 5 metri.

Ma non finisce qui la sorpresa. L’allestimento prevede un processo di riciclo: gli elementi naturali del'installazione, paglia, acqua e prato, torneranno alle loro sedi d’origine e l'opera è pensata ed utilizzata per essere ricollocata come struttura di arredo fisso, in luoghi "naturali", come parchi limitrofi o periferie della città di Roma. Questo impegno verso l'ambiente urbano viene mantenuto: Whatami, dopo aver sorpreso e divertito romani e turisti al Maxxi, verrà smontata dalla sua sede, e se ne andrà al quartiere Garbatella a vivere una nuova vita. Andrà ad integrarsi agli interventi di riqualificazione verde del quartiere previsti da un progetto di Legambiente, gia' avviato dai volontari dell'associazione, che prevede orti urbani e una zona verde attrezzata.
Successivamente "Whatami" sara' riallestita in altri luoghi museali italiani e, infine, sara' destinata ad uno degli spazi pubblici del Villaggio Olimpico, grazie ad un accordo in corso di definizione con l'assessorato alle Politiche culturali, e al centro storico di Roma capitale. Niente di meglio dell'itinerario di Whatami per anticipare la mostra "Recycle" dedicata al riciclaggio in architettura, che apre i battenti al Maxxi dal 1 dicembre al 29 aprile. "Whatami anticipa –  spiega Margherita Guccione, direttore Maxxi Architettura –  la prossima mostra sul tema del "Recycle" dedicata alle più nuove e politicamente corrette strategie per interagire con gli spazi urbani delle città".

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