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Woolf e Mapplethorpe fra le mille voci del Queer Festival Cinema, Opinion leader

Firenze – Un diciassettesimo compleanno denso e pieno di importanti anteprime, presentazioni di libri, mostre, incontri, quello che si è appena concluso al Cinema La Compagnia.

Il Florence Queer Festival è abituato a portare a Firenze i titoli del momento oltre che riflessioni sulla letteratura, come sul teatro, di estrema attualità ma quest’anno ha centrato in pieno l’offerta cinematografica che ha riscosso un pieno interesse del pubblico. I tre film biografici su due figure letterarie, come Virginia Woolf e Emily Dickinson, e sul fotografo Robert Mapplethorpe, hanno riscosso una grande partecipazione di pubblico e Wild Nights with Emily ha ottenuto il premio della Giuria 2019.

Ottima la selezione dei documentari che hanno tracciato i percorsi dei movimenti di rivendicazione dei diritti LGBTA+ degli ultimi cinquanta anni dai fatti di Stonewall alle mobilitazioni dell’Inghilterra del nord. The Archivettes di Megan Rossman ha ricevuto la menzione della giuria per l’incredibile lavoro di recupero e mantenimento della memoria del Lesbian Herstory Archives di New York.

Ma sono state le storie narrate attraverso le mille voci del festival ad avere la meglio: i VideoQueer quest’anno hanno toccato tutti i temi possibili, dalle riflessioni sugli aspetti sentimentali a quelle sull’intreccio tra migrazioni e identità. La giuria di giovanissime della New York University ha selezionato Silvia dans les vagues della messicana Gio Olmos come video vincitore del 2019.

Per l’equilibrio tra la sceneggiatura e la descrizione e la capacità di offrire speranza. E poi quattro menzioni: per Infinito Enquanto Dure di Akira Kamiki, Foxy Trot di Lisa Donato, La serenata di Adelina Anthony e Welcome to the ball di Adam Vincent Wright.

Per il pubblico invece il cortometraggio più apprezzato è Invisible Women, di Alice Smith, breve documentario che esplora la storia, finora mai raccontata, del movimento LGBTA+ del Nord Est dell’Inghilterra negli ultimi cinquanta anni.

Il Pubblico ha assegnato il suo Prize anche al lungometraggio The Garden Left Behind che ha ricevuto pure la menzione speciale della giuria come miglior storia.

Il FQF chiude alla Compagnia ma prosegue con altri appuntamenti a novembre e dicembre, di teatro: il 9 e 10 novembre, alla Limonaia, Holding the Man, regia di Gabriele Paupini, opera teatrale sul tema aids del drammaturgo australiano Tommy Murphy. Domenica 1 dicembre, al Teatro Puccini, The Singing Family presenta The boys in the band (Festa per il compleanno del caro amico Harold), regia Giorgio Bozzo Traduzione Costantino della Gherardesca.

Il Florence Queer Festival è organizzato dall’associazione Ireos – Centro Servizi Autogestiti per la Comunità Queer di Firenze, in collaborazione con Arcilesbica Firenze e Music Pool, con il contributo della Regione Toscana

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