energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

XX Convegno di Fare, Moccia: “Diamo voce ai bisogni dei pazienti” Breaking news, STAMP - Salute

Firenze – Un punto preciso sulla necessità che anche gli utenti possano intervenire nel processo degli acquisti e delle innovazioni nella sanità pubblica. E’ questo, il contributo portato da Francesca Moccia, vice segretario generale Cittadinanza Attiva, nel suo intervento al XX Congresso FARE (Federazione delle associazioni regionali degli economi e provveditori alla sanità): “La vera sfida per noi è quella di dare voce ai disagi della comunità e dei pazienti, attraverso i processi degli acquisti e delle innovazioni. Dare voce è la nostra mission”. Insomma, la risorsa è: avere informazioni, sapere cosa serve attraverso la voce del beneficiario finale. Secondo la vicesegretaria generale di Cittadinanza Attiva, “cittadini e pazienti possono avere voce nei processi d’acquisto delle PA. Tutti i soggetti devono partecipare. Le risorse sono poche e dobbiamo spendere bene, chi sceglie deve scegliere bene: se un ago per un diabetico non funziona bisogna dirlo. Abbiamo avviato accordi con le Regioni, anche con la Toscana”.

Della necessità che tra chi eroga un servizio, sanitario e non solo, e l’utente ci sia una forte interazione si dice convinto anche Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà. Insomma, il processo in atto, vale a dire che gli aspetti umani nella vita economica tornino ad essere fondamentali, è essenziale anche per la sanità toscana, indietro sul punto come il resto d’Italia.  Il suo contributo, “Gli approvvigionamenti in sanità: complessità dei processi e diversificazione delle competenze”.

“Ogni servizio, anche quello sanitario, nasce dall’interazione tra chi lo eroga e il cliente, altrimenti non può essere efficiente né efficace. Nella sanità diventa fondamentale abbandonare l’idea dell’ospedale standardizzato che prescinda dal paziente”, ha sottolineato Vittadini. “Consip ha imposto gare al massimo ribasso perché, si dice, così si è efficienti e si spende meno. Ma non è così. Stiamo per cominciare una ricerca sulle infezioni ospedaliere, che causano ogni anno in Italia 38mila decessi. E’ un caso clamoroso. L’infezione nasce perché diminuisce la spesa per l’igiene negli ospedali, che si puliscono di meno. Di conseguenza aumentano i batteri resistenti e peggiorano le condizioni”. Ciò dimostra, conclude Vittadini, che “se il servizio è al massimo ribasso, perdiamo tutti”.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »