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XXXIII Festival Internazionale Cinema eDonne My Stamp

Il Festival Internazionale Cinema e Donne, al suo 33° appuntamento, si apre ufficialmente stasera, venerdì 4 novembre, alle 21, all’Odeon, con il film “The battle of sacred tree” (La battaglia dell’albero sacro) della regista Wanjiru Kinyanjiu, alla presenza dell’ambasciatrice Josephine Gaita.
“La battaglia dell'albero sacro” è un classico del cinema africano e, naturalmente, keniota. Esprime un'attitudine tollerante e piena di humour nel mettere in scena argomenti molto seri che hanno a che vedere con l'incontro tra le culture e gli equivoci che a questo incontro facilmente si accompagnano. La protagonista Mumbi (Margaret Nyacheo) torna al suo villaggio Kikuyu in seguito a grossi problemi coniugali e al divorzio da un marito violento. Non è facile far accettare la separazione alla famiglia d'origine, anche perché occorre trovare mezzi di sussistenza autonoma e quindi un lavoro. Mumbi, mentre cerca lavoro, ha modo di osservare l'attività di un gruppetto di donne appartenenti a una Chiesa Evangelica, che,  per estirpare ignoranza, superstizione e arretratezza e risolvere i problemi del villaggio, decide che bisogna abbattere l’albero sacro. Il film è una commedia ironica e brillante su temi molto seri come la libertà di coscienza. Senza alcun dubbio tutte le simpatie di Wanjiru Kinyanjui sono per le credenze ancestrali della sua terra, ma nel pieno rispetto del diritto per ciascuno di credere in ciò che vuole. Con molto tatto la regista non critica né irride le pie donne per la religione in cui credono ma per la maniera troppo rigida e letterale con cui ne interpretano i precetti. Il loro atteggiamento è di falsa devozione e formalismo, il complotto contro l'albero sacro è ridicolizzato e demolito tra i sorrisi della maggioranza degli abitanti del villaggio. La favola diverte, anche se chiaramente pone la questione della libertà di coscienza e quella del diritto di ciascuno a vivere secondo i propri principi. Di certo le immagini del paese testimoniano un grande amore della regista per la sua terra, anche attraverso la bellezza della sua natura che l'albero sacro immenso e maestoso ben rappresenta.

 

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