energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Yanmar: da piazzale Michelangelo parte il distretto delle “nuove” energie Economia

Progetto uno: creazione di prototipi di macchine elettriche grazie a una rete di microimprese meccaniche e università toscane. Progetto due: sperimentazione di impianti integrati di produzione di energia a basso impatto ambientale in condomini, aziende, quartieri. Qui, attorno al centro di ricerca europeo Yanmar di viale Galilei, a due passi dal piazzale Michelangelo, entro un anno muoverà i primi passi una sorta di microdistretto delle "nuove" energie. Sono appena in sei (per ora) a lavorare a questa impresa, compresi presidente e vicepresidente. Sembrano pochi, ma dietro le spalle hanno la potenza di fuoco della multinazionale giapponese con sede a Osaka che produce motori diesel, macchinari industriali e agricoli.
E’ presente in 130 paesi del mondo, ha un fatturato annuo di 4,3 miliardi, cent'anni di vita e altrettanti di ricerca alle spalle. Qui a Firenze ci si concentra sulla produzione di energia a basso impatto ambientale. Si spazia dallo studio di applicazioni alle macchine agricole, ai motori a energia elettrica, alle energie rinnovabili. L’idea è quella di dare vita a progetti pilota sul territorio che uniscano i sistemi di produzione di energia elettrica fatta di cogenerazione, pannelli fotovoltaici, energie rinnovabili, con gli utilizzatori finali. Smart grid locali (un dispositivo che gestisce la rete evitando sprechi) ottimizzeranno produzioni e consumi. Questo approccio sperimentale coinvolgerà famiglie, industrie, quartieri, interi borghi.
E’ questa la direzione in cui si muove il mercato europeo” dice Alessandro Bellissima, 31 anni, ingegnere meccanico, un dottorato in energetica a Firenze. Lui è uno dei tre fortunati scelti dall’azienda fra una quarantina di aspiranti e forse più. E’ stato ricercatore all’università, ha lavorato un anno in Piaggio. Per questo riesce a fare confronti. “L’approccio al lavoro dei giapponesi è molto diverso dal nostro: hanno un rapporto molto stretto con l’azienda. Per loro è quasi una famiglia”. Anche se a Firenze il lavoro è scandito da ritmi tutti italiani, la vita lavorativa di questo giovane ingegnere è piena di sorprese. Alessandro entra in Yanmar a giugno dello scorso anno.
A novembre è già in Giappone, in visita al principale centro di ricerca della multinazionale giapponese vicino a Kyoto. Una cosa mai vista. Grande quanto uno stabilimento industriale. Sale per riunioni, grandi uffici dove più di 600 cervelli si muovono, lavorano, scambiano idee e progetti, costruiscono prototipi: in una parola, fanno ricerca. “Sul lavoro sono molto corretti, hanno un’etica che da noi si è persa”. I rapporti fra dirigenti, dipendenti, colleghi sono ben definiti e improntati al rispetto. Un composto inchino del busto per salutarsi tocca a tutti, anche agli italiani. “Poi siamo tutti uguali: il manager e l’ingegnere fanno parte di un unico team integrato”. Insieme si discute e si crea. L’approccio è molto riflessivo. Poi si decide e si parte come una compagine compatta fatta di idee e business plan. “Il tasso di innovazione è altissimo: l’arco temporale a cui si guarda è di cinque-dieci anni”. Certo, neanche a dirlo, il clima italiano è diverso: “Manca la lungimiranza delle scelte: i manager ogni due anni vanno e vengono”. Idee brillanti nascono, crescono un po’ e il più delle volte muoiono.
Eppure, dal Giappone hanno scelto la Toscana e Firenze. Proprio per certe nostre nicchie virtuose, per un intreccio originale fra università (Ingegneria di Firenze e Pisa) e tante Pmi che grazie a questo rapporto fanno nascere micro innovazioni continue. La Toscana è stata selezionata per questa “inseminazione” di know how sul territorio e per il saper fare industriale. E per la sinergia forte fra Regione Toscana, che ha operato attraverso Toscana Promozione, l’Istituto nazionale per il Commercio estero, con il loro Ufficio di Tokyo, e con Invitalia, l’agenzia del Governo per l’attrazione degli investimenti.

Immagine www.rinnovabili.it

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »