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Yoko Ono a Prato, un invito a sognare Cultura

Prato – Venerdì  22 giugno per l’evento conclusivo di “Pop house e pop art”, tutti in bici a Chinatown, uno  dei progetti pilota di “Rigenerazione Pop” ideato dal Comune di Prato, finanziato dalla Regione Toscana e realizzato in collaborazione con enti e associazioni come il Centro Pecci e il Pin .

Dal 1 giugno partono una serie di iniziative di rigenerazione urbana e sociale con interventi artistici, perché Prato si può considerare una città pilota dove è possibile anche sperimentare un nuovo modo di fare politiche locali per la sicurezza urbana, da affiancare a quelle tradizionali di controllo del territorio. L’assessore alla cultura di Prato, Simone Manganim ha detto:  “È stata scelta l’area del Macrolotto Zero perché rappresenta l’anello di congiunzione con il Progetto di Innovazione Urbana , per la rinascita dello storico quartiere produttivo pratese e le associazioni che da anni operano sul territorio”.

Il Pop House Garden è il primo spazio pubblico a Prato fra via Giordano e via Colombo,nato da  un percorso partecipativo dei residenti.È  uno spazio verde con al centro un piccolo edificio rimovibile e ricollocabile in altre zone,la Pop House,e che può diventare un nuovo punto di aggregazione e integrazione per gli abitanti della zona.

POP ART Part 1, dal 1° giugno saranno diffusi nell’area del Macrolotto Zero, da Porta Pistoiese lungo via Pistoiese, via Filzi e strade limitrofe, 11 grandi cartelli, più 2 al Centro Pecci con la scritta “DREAM”, un progetto inventato dall’artista Yoko Ono, la vedova di John Lennon, che rinnovano l’invito a chi passa di lí a sognare. Stefano Pezzato è il curatore con la partecipazione della Fondazione Bonotto di Molvena .

POP ART Part 2 sono due progetti di arte urbana entrambi per Piazza dell’Immaginario: il primo  è “Please, teach me Chinese – Please, teach me Italian” ,un progetto con cui l’artista austriaco Rainer Ganahl valorizza l’importanza dello stare insieme tra persone  che parlano lingue diverse,per imparare a convivere insieme attraverso la conoscenza della lingua.L’artista ha creato una linea di tessuti grazie alla Marini Industrie S.p.A. con cui sono stati confezionati diversi abiti da Manifatture Digitali Cinema.

In un incontro pubblico gli attori di diverse nazionalità si scambieranno  gli abiti quasi a dimostrare  quanto i ruoli sociali di ciascuno di noi non siano circoscritti in schemi e dell’importanza degli scambi cultrali.

Il secondo progetto è PAN-CHI-NA ,una “panca di via”,progetta e realizzata grazie all’associazione Chi-na e che verrà installata e messa a disposizione dei cittadini della zona.

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