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Zafferano, l’oro rosso made in Italy che compete con l’Iran Economia

Lo chiamano “oro rosso”, e se nel ‘400 arrivavano a Firenze mercanti da tutta Europa per acquistarlo, oggi l’Italia ne importa oltre il 90% da Iran, Marocco, Spagna. L’Associazione Zafferano italiano, che già raccoglie 200 aziende nazionali riunite in associazioni o consorzi (di cui circa 65 con sede in Toscana), nasce appunto con l’obiettivo di tutelare e promuovere questo prodotto di nicchia, che ha però margini elevatissimi di sviluppo produttivo. Anche perché, come ha spiegato il presidente dell’associazione Giovanni Piscolla, il prodotto importato non ha niente a che vedere con la qualità dello zafferano nostrano. «Lo zafferano d’importazione è generalmente in polvere, miscelato con altri prodotti e può essere utilizzato subito – ha spiegato – Il nostro prodotto è in forma di pistilli, che vanno sciolti in acqua molte ore prima di essere utilizzati ma conservano un aroma integro». I produttori calcolano che in Italia si spendano, ogni anno, circa 25 milioni di euro per importare lo zafferano. «Se il consumatore comprendesse la differenza tra il prodotto importato e quello italiano – ha aggiunto – si aprirebbero spazi notevoli per il nostro prodotto».

Stamani è stata presentata ufficialmente l’associazione in Palazzo Vecchio dal vicesindaco Dario Nardella, l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Lastra a Signa Marco Capaccioli, dal presidente della neo costituita associazione Giovanni Piscolla e dai rappresentanti dei territorio di Città della Pieve e Cascia. Per la sede è stata scelta Lastra a Signa, cuore di un territorio, quello fiorentino, che ha una tradizione centenaria in questo tipo di produzione. Lo zafferano, infatti, impiegato anche nella farmacopea e nella pittura, era coltivato già in epoca medioevale e rinascimentale sul territorio dell’attuale provincia di Firenze e nelle aree di San Gimignano, Castelfranco, Certaldo e della Valdelsa. «Questa è una sfida importante per la tutela della nostra tradizione agroalimentare e per affermare l’italianità di un prodotto da riscoprire – ha detto Nardella – Il Comune di Firenze offrirà sostegno e collaborazione a un progetto in cui crediamo, e che si inserisce in una politica che valorizza le produzioni di qualità del nostro territorio». Le imprese agricole che producono zafferano in Italia sono circa 320, generalmente di piccole e medie dimensioni e a conduzione familiare, spesso femminile; la produzione annua si aggira intorno ai 450 kg ed occupa circa 55 ettari. 

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