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Firenze Capitale, inizia la grande festa nel Salone dei Cinquecento Società

Firenze – Non un giorno come un altro, quello di 150 anni fa, per Firenze. Era il 3 febbraio 1865 quando re Vittorio Emanuele II giunse in città, da Torino, per insediarsi a Palazzo Pitti, quartier generale della casa reale, nella nuova capitale del Regno d’Italia. Firenze celebra oggi l’avvio degli eventi che, nel corso dell’anno, ripercorreranno le tappe del quinquennio che vide la città alla guida del paese. Lo fa partendo da quella che fu la sede del Parlamento, il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, dove stamattina il sindaco Nardella ha dato il via ufficiale alle celebrazioni dell’anniversario, alla presenza di ospiti d’eccezione come l’attore Toni Servillo – che durante la cerimonia ha letto alcune poesie che Pablo Neruda dedicò a Firenze – e lo scrittore e archeologo Valerio Massimo Manfredi, moderatore dell’evento, orgoglioso angelo del fango nell’inverno del 1966. Forse più significativa, da un punto d’osservazione puramente simbolico, è stata però la partecipazione di Emanuele Filiberto di Savoia – erede di quella dinastia che sì fece l’Italia, ma anche ne segnò il destino nel Novecento – principe sabaudo soltanto da poco redento da un esilio scomodo, oggi personaggio per lo più da rotocalco ma pur sempre depositario dei cromosomi che fecero l’unità del Regno. Eccolo attento alle parole del sindaco, che nel ripercorrere la storia contemporanea della città ricorda come uno dei grandi meriti della Firenze del 900 sia stato il profondo antifascismo, ed eccolo plaudere all’insediamento di Mattarella, 12° presidente della Repubblica fresco di un giuramento di poche ore precedente la cerimonia. “Firenze non è più capitale politica d’Italia – ha detto il sindaco in apertura – ma è capitale del mondo, di cui è perla”. Capitale di pace, di cultura, sviluppo, storia e creatività, una città forte e pronta a continuare nel lavoro di unità del paese, Firenze – ha proseguito il sindaco – “irradiò tutta la nazione con la propria bellezza e la propria tensione politica, con la vocazione universale di città globale”.

foto 2 (9)Nel corso della cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, la vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi e, in sostituzione del sindaco di Torino Piero Fassino, il presidente del consiglio comunale della prima capitale d’Italia, Giovanni Porcino. Intervenuto anche il presidente del Comitato promotore di Firenze Capitale, Eugenio Giani, che ha esortato a ripercorre “tutti i rivoli dell’energia della Firenze capitale d’Italia per dare al futuro genio, creatività, voglia di fare”. In Palazzo Vecchio (“bello come un’agave di pietra”, nelle parole di Neruda), presenti anche il presidente del Consiglio Comunale Caterina Biti e gran parte di consiglieri e assessori, oltre che ai ragazzi del Liceo Michelangelo e di altre scuole fiorentine, intervenuti insieme agli studenti del laboratorio teatrale “La Stanza dell’attore” nella lettura di alcuni brani.

Al via, insomma, un anno ricco di eventi “che non saranno organizzati – ha sottolineato il sindaco – solo per un nostalgico ricordo, ma per chiedersi cosa significhi, oggi, essere stati la capitale del proprio paese, rispondendoci che significa essere ancora un esempio”.

Nel pomeriggio Nardella ha partecipato all’inaugurazione all’Archivio di Stato “Una capitale e il suo architetto. Eventi politici e sociali, urbanistici e architettonici. Firenze e l’opera di Giuseppe Poggi”, grande artefice della fisionomia urbanistica attuale della città, più volte ricordato durante l’inaugurazione delle cerimonie.

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