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ZeroCalcare a Peccioli: i veri santi ed eroi sono invisibili Cultura

Peccioli – Nel comune di Peccioli, distante 40 km da Pisa, è stata allestita la mostra di ZeroCalcare “Senza santi senza eroi” e sarà possibile visitarla fino al 20 settembre. Al centro del paese, situato in una incontaminata e bucolica collina toscana, si trova il Museo Pretorio di Peccioli dove è stata allestita la mostra, accanto al Comune e alla piazza centrale.

Michele Reich, in arte ZeroCalcare, con il suo modo innovativo di usare l’arte del fumetto per denunciare le incongruenze e le ingiustizie della società è diventato uno dei protagonisti italiani conosciuti e rilevanti sulla scena artistica, popolarità che è accresciuta durante i mesi di pandemia grazie alla sua apparizione come presenza fissa nel programma in prima serata di La7 PropagandaLive.

Un’Italia dove non ci sono né santi né eroi, piuttosto persone semplici che cercano di andare avanti cercando di costruirsi un proprio posto nel mondo, inquinato da drammi sociali storici da cui non ci si riesce a liberare. La mostra ripercorre le battaglie sociali che l’artista ha fatto tra il 2003 e 2020, contro le diseguaglianze sociali e soprusi del potere e in favore dei diritti umani per i più deboli.

Nella prima parte della mostra attraverso le storie a fumetti, alcune inedite del fumettista, vengono raffigurati gli eroi della società contemporanea, gente comune che nei suoi gesti, sebbene semplici e quotidiani, compie atti straordinari, non sacrificando la propria vita in atti gloriosi ma semplicemente vivendola. Tra i personaggi in questione c’è Gaetano Bresci, esecutore dell’omicidio del Re Umberto I, Nasrin Sotoudeh, avvocatessa iraniana per i diritti umani condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate e l’irriducibile e immancabile Secco, lo storico amico dell’artista presente in tutti i racconti.

L’eroe, infatti, è colui che nel suo quotidiano sceglie di vivere non aspettando che le ingiustizie e disagi sociali spariscano un bel giorno magicamente, ma combattendo con gesti quotidiani, che all’interno di una collettività possono fare la differenza.

La seconda parte della mostra è una sequela di campagne e lotte sociali alle quali l’artista ha preso parte, schierandosi tra gli eroi che offrono il loro contributo per riappropriarsi di un futuro dove i diritti umani e il bene comune siano aspetti della vita non cedevoli a compromessi. Tra questi sono presenti le famose illustrazioni per la pace in Kurdistan e contro la politica aggressiva e dittatoriale di Erdogan, per le innumerevoli manifestazioni legate ai movimenti sociali contro il Fascismo e ogni forma di discriminazione.

Ampio spazio è dedicato agli eventi di cronaca, come l’uccisione di Renato Biagetti per mano di un militante fascista, i fatti del 2001 di Genova e delle manifestazioni che si sono tenute durante il G8 e della morte di Carlo Giuliani per mano di un agente delle forze dell’ordine, il dibattito politico delle unioni civili e il dibattito etico sulla dottrina fascista, uscita quest’ultima nel 2018 sull’Espresso.

L’ideatrice della mostra, Silvia Barbagallo,  ha confermato che il nome della mostra e stato dato prima dello scoppio della pandemia. Adesso la parola eroi ci rievoca tutto il personale sanitario che durante il lockdown e stato idolatrato. La mostra, per pura coincidenza, può essere vista come un file rouge che ci offre una chiara lettura degli ultimi mesi. Non ci sono né santi, né eroi, la chiave di salvezza non sono i gesti eccezionali ed eclatanti di pochi che cambieranno la rotta delle cose, ma un’azione collettiva.

La mostra affronta temi che i media main stream, per logica mediatica smettono di affrontare, sui quali invece è utile tenere sempre alta l’attenzione. I “non santi” di ZeroCalcare sono tutte le persone che coscienti delle diseguaglianze e delle ingiustizie cercano di combatterle con le armi che hanno a disposizione.

Nelle stanze del museo di Peccioli questi personaggi, grazie all’ arte di ZeroCalcare sono stati santificati, perché sono proprio loro con le “vite ciancicate”, di quelli che si trascinano avanti senza avere i riflettori puntati, a nascondere gli atti più eroici.

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