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Zona rossa, meno corse per i bus, Cobas: “Più affollati e più rischiosi” Breaking news, Cronaca

Firenze – Zona rossa, ancora una settimana per Firenze e Prato, e il servizio bus si riduce. Ma ridurre il servizio, dicono dai Cobas Ataf (la decisione è presa da Ataf Gestioni), significa a rigor di logica, aumentare il numero di persone che si assiepano sui mezzi.  Meno corse, insomma, aumento di persone sui bus. Aumento di persone sui bus, aumento del rischio, proprio in un periodo che vede la provincia fiorentina, tragicamente, ancora sotto la stretta del contagio.

“Non riusciamo a capire – scrivono i Cobas nella nota diffusa alla stampa – dal momento che ridurre le corse significa creare occasioni di assembramento a bordo dei mezzi, perché qualcuno, nella gestione del difficile periodo, si voglia prendere un rischio del genere. Non capiamo inoltre perché nel periodo di zona rossa a novembre, il servizio non è stato ridotto, mentre adesso sì”. Qual è la logica, si chiedono i lavoratori. Infine, un piccolo giallo: “Come mai, -si chiedono dal sindacato – se è vero che la riduzione è stata imposta dalla Regione Toscana, in altre città della stessa Regione, ad esempio Pisa, Arezzo e Pistoia, sempre in zona rossa la scorsa settimana, il servizio è rimasto a regime e solo Ataf Gestioni l’ha ridotto?”.

Il dubbio scava fra le file dei lavoratori: “Ridurre il servizio significa risparmio e su questo argomento i nostri dirigenti sono molto ferrati. Risparmio di gasolio, di pulizia dei mezzi e sanificazione, ferie d’ufficio che alleggeriscono il costo del personale, tutto serve a far cassa e quest’ultima zona rossa potrebbe essere una zona rossa potrebbe essere una delle ultime occasioni, viste le risposte in merito alla gara regionale previste per il mese di maggio”.

Il vero problema tuttavia, ribattono dai Cobas, è che le conseguenze ricadono, “come al solito”, su lavoratori e utenza. “I primi, costretti a stare a casa in ferie forzate oppure a lavorare assumendosi rischi che si potrebbero evitare ed i secondi costretti a dover aspettare chissà per quanto un bus che quando arriverà sarà inevitabilmente affollato”.

 

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