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“Zone rosse” a Firenze, l’Aduc impugna l’ordinanza al Tar Breaking news, Cronaca

Firenze – ” Un grave ferita allo Stato di diritto, alla democrazia e ai diritti di libertà individuali”. L’Aduc impugna l’ordinanza emessa il 10 aprile scorso dal prefetto di Firenze Laura Lega, nota come l’ordinanza delle “zone rosse”, ovvero l’atto che vieta lo stazionamento in certe zone precise della città a chi sia stato anche solo denunciato dalle forze dell’ordine per  reati di spaccio, danneggiamento, reati contro la persona o  per commercio abusivo su suolo pubblico. Questa mattina, gli avvocati Cino Benelli, Adriano Saldarelli e Fabio Clauser, questi ultimi due consulenti Aduc, hanno  depositato ricorso al TAR Toscana per sottoporla al vaglio giurisdizionale.

“L’insicurezza, fenomeno più percepito che reale e cinicamente cavalcato a fini elettorali, ha spinto infatti il Ministero dell’Interno a promuovere nuove forme di controllo del territorio attraverso i Prefetti. Firenze è la prima città ad adottare un tale provvedimento dopo Bologna, ed è stato accolto con entusiasmo non solo dai sostenitori del Ministro Matteo Salvini (Lega), ma anche dal Sindaco Dario Nardella (PD)”, si legge nella nota dall’associazione.

“In particolare – continua la nota –  viene disposto il divieto di stazionare in alcune aree della città “ai soggetti che ne impediscano la fruizione con comportamenti incompatibili con la vocazione e la destinazione di tali aree. Sarà considerato responsabile di tali comportamenti chiunque sia stato denunciato…”. In breve, secondo il Governo e il Sindaco, una persona deve essere allontanata da certe aree perché ne impedirebbe il godimento (di che cosa? a chi?) per il solo fatto di essere stata denunciata”.

Uno snodo fondamentale è proprio quello della “denuncia”, secondo l’associazione. “Essere stati denunciati non è un comportamento, è un fatto. Un fatto che non dipende dal denunciato e che in uno Stato di diritto deve essere considerato neutro, fino a che non si giunga ad una condanna definitiva. Giusto per avere un’idea: anche chi è stato assolto con formula piena è stato denunciato.Anche chi è stato accusato falsamente è stato denunciato”.

Conclude la nota: “Attraverso questa azione giudiziaria, che sottoporrà questo tipo di ordinanze al vaglio delle leggi e della Costituzione, facciamo nostro il richiamo del Presidente della Repubblica dello scorso 25 aprile, festa della liberazione nazionale dal totalitarismo: “no al baratto della libertà con la promessa dell’ordine”.

Ricordiamo che le zone “vietate” per i denunciati sono via Nazionale, largo Fratelli Alinari, piazza della Stazione, la Fortezza da Basso, il Parco delle Cascine, via dei Servi, piazza dei Ciompi, via dell’Ariento, via Sant’Antonino, borgo San Lorenzo, piazza del Mercato Centrale, via Panicale, via Guelfa, via de’ Benci, largo Pietro Annigoni, via dei Pandolfini e piazza San Jacopino.

 

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