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Zoomafia, bassi rischi e guadagni miliardari Società

Bagno a Ripoli (Firenze) – Usati per far soldi, né più né meno alla stregua del traffico di droga o di altri “business” criminali. Si tratta degli animali e di tutto ciò che attiene alla possibilità di lucrare su di loro, secondo modalità che vanno dalla macellazione non autorizzata alle lotte clandestine, alla vendita di cuccioli e uccellini da richiamo. Il fenomeno è stato messo sotto la lente dalla Fondazione Caponnetto oggi a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, nel corso del primo vertice che tratta nello specifico della zoomafia e dei sistemi che possono essere impiegati per combatterla. Si tratta di uno dei profili di arricchimento illecito meno conosciuti nella grande sfera dei business criminali.

Di consapevolezza del reato da parte della gente e delle istituzioni e della necessità di monitorarlo per mettere in atto interventi mirati, ha parlato, nel corso della sua relazione, il criminologo Ciro Troiano, specializzato in questo tipo di reati per la Lega antivivisezione. Fra le proposte avanzate da Troiano, la costituzione di una banca dati che sarebbe un primo, importante passo per consentire alle procure di attivare interventi efficaci. Fra le varie tematiche toccate, Troiano ha messo in evidenza l’esistenza di un giro d’affari che coinvolge soldi pubblici nel sistema dei canili, strutture messe in piedi solo per lucrare sui soldi delle amministrazioni senza nessuna attenzione per gli ospiti, che spesso vivono in veri e propri inferni.

Un giro d’affari criminale che porta svariati miliardi nelle tasche dei suoi protagonisti con un corrispettivo di rischio molto basso, molto più basso ad esempio rispetto al traffico di droga. Inoltre, l’organizzazione delle cosche che si dedicano a questo particolare tipo di business è molto raffinata e in perfetta linea con quella dei gruppi criminali che operano nel campo della droga: le precauzioni sono simili, dal cambiare spesso i telefoni al rapido riuso differenziato dei mezzi di trasporto, in modo da abbassare al minimo il rischio delle intercettazioni. Insomma, si tratta di un profilo diverso di business del crimine rispetto a quelli tradizionali (droga, armi, prostituzione) che, pur muovendosi a livello internazionale e fruttando grossi guadagni, comporta minori rischi per le cosche.

 

 

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