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Ztl, chi entra chi esce e chi paga Cronaca

Farraginosa è farraginosa, la procedura inaugurata dalla nuova Ztl appena partita. Un fiorino, pardon, un piccolo euro di entrata in effetti è un “contributo” che colpisce, allo stato attuale, soprattutto artigiani e lavoratori che magari devono “bucarla” per fare interventi urgenti. E che magari devono uscire e rientrare per andare a recuperare pezzi o altro che servono alla loro attività. E che ancora, proprio per fare i puntigliosi, non riescono a stare nelle due ore di “franchigia” ottenuta con un euro. E che dovrebbero pagare un altro euro. Un momento: però dovrebbero anche inviare un sms a numero ancora da definire per richiedere il via libera alla Sas all’entrata e alla sosta, accanto al luogo in cui vanno a fare il lavoro. Dovrebbero attendere l’sms di autorizzazione, non contando però su quella risposta per contestare un’eventuale multa, in quanto la risposta per sms non ha valore legale. Non è dunque una prova? Parrebbe di no, almeno stando alle informazioni che il capogruppo del Pdl in consiglio comunale Marco Stella ha spiegato oggi, 2 dicembre, insieme a consigliere comunale dello stesso gruppo Jacopo Cellai. Non solo: e il cartaceo? Vale a dire quel foglio, vergato dal malcapitato artigiano, che dovrebbe essere apposto sul mezzo con scritto il motivo della sua presenza in loco in veste di autocertificazione? Che succede se l’operaio della immaginaria riparazione dovesse assentarsi per più di due ore, ricominciare tutto da capo e magari autocertificarsi di nuovo?
Ma tutto ciò è solo un aspetto della questione, come spiegano Stella e Cellai. L’altro aspetto è il seguente: “Secondo i nostri calcoli, frutterà 1 milione di euro l’anno l’applicazione della nuova tassa decisa da Renzi per gli artigiani che si recano a lavorare in centro storico: altro che semplificazione e riorganizzazione: siamo davanti all’ennesima scelta per fare cassa da parte della giunta Renzi, il cui motto sembra ormai essere ‘Non vi resta che pagare’, parafrasando il celebre titolo del film di Benigni e Trosi. Come in una scena di quel film infatti, agli artigiani viene chiesto ad ogni ingresso in ztl: ‘Chi siete? Dove andate Cosa riparate? 1 euro’”.
“Già alla fine di settembre – ha poi ricordato Cellai – abbiamo proposto al consiglio comunale l’abrogazione della nuova gabella. Purtroppo ad oggi i risultati raggiunti sono solo parziali. Abbiamo ottenuto infatti di far slittare di un mese l’applicazione del nuovo disciplinare, e scongiurato che tutti i clienti che hanno un abbonamento coi garage privati dovessero anche loro versare 1 euro per ogni ingresso. Ma in realtà, anche qui l’amministrazione ha dato prova della sua reale intenzione, quella cioè di incassare comunque il più possibile: gli abbonamenti per i garage infatti sono previsti solo per il 50% dei posti totali.
La cosa grave, in questo caso, è che ad usufruire delle autorimesse private sono anche lavoratori e abitanti della ztl, costretti ‘per decreto’ a pagare una tassa inaccettabile al Comune. E poi, anche rispetto agli artigiani, qualcuno ci deve spiegare perché un cittadino a cui si è rotta la caldaia dovrebbe pagare un euro all’amministrazione per farla riparare. Renzi che si riempie la bocca di rinnovamento e nuove tecnologie dimostra di avere una visione pre-feudale della città” .

Un altro punto dolente? “Non esiste nessuna previsione di entrata in bilancio per la nuova tassa renziana – sottolinea Stella –, i Ma dai nostri conti risulta che l’amministrazione incasserà circa 1 milione di euro l’anno, pesando sui bilanci delle 4.035 ditte interessate per 180-200 euro. Se è chiaro lo scopo del sindaco, la procedura pensata per l’applicazione della tassa è a dir poco paradossale. Ad oggi, solo 1.200 ditte si sono iscritte al portale che consentirà di accedere al ‘borsellino elettronico’, e non si sa ancora quale sia il numero a cui mandare l’sms che dovrebbe funzionare da ‘pass’ per l’ingresso in ztl”.

Infine, ultima stoccata, che riguarda la cronologia delle modifiche al disciplinare. “Sono state licenziate la sera prima dell’entrata in vigore, con le raccomandate alle attività coinvolte già inviate con la vecchia versione.Come farà ora l’amministrazione a contattare nuovamente tutti gli artigiani?…”. 

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