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Zubin Mehta torna sul podio del Maggio musicale Spettacoli

Firenze – Ha annullato diversi impegni e ha dovuto rinunciare all’appuntamento fiorentino col “Prigioniero” di Dallapiccola, abbinato ai “Quattro pezzi sacri” di Verdi, un progetto da lui fortemente voluto, affidato alla regia coreografica di Virgilio Sieni.

Perciò il ritorno di Zubin Mehta sul podio del Maggio musicale fiorentino è una notizia da salutare con entusiasmo. E anche il segnale che il peggio è passato. Il festival riabbraccia uno dei suoi protagonisti più amati e carismatici, che il pubblico in tutti questi anni ha eletto a indiscusso beniamino.

Ritrovarlo quindi alla guida dell‘Orchestra del Maggio per i due concerti del “Ciclo Šostakovič” in programma domani 28 giugno e sabato 30 giugno ripaga ampiamente delle forzata rinuncia. Accolto nei giorni scorsi al suo arrivo a Firenze con calorose manifestazioni di affetto, il maestro ha ricambiato dicendosi “molto felice di essere tornato nella sua città e nel suo teatro”.

Felice al punto da chiedere di inserire in apertura del concerto di domani un nuovo pezzo: il preludio all’atto primo dei “Maestri Cantori di Norimberga” di Richard Wagner, che si va ad aggiungere ai due già in programma. Che sono la Prima Sinfonia di Dmitrij Šostakovič, scritta a 19 anni nel 1926 come saggio per il diploma di composizione al conservatorio di San Pietroburgo, già caratteristica del suo stile (ritmi incisivi, andamenti di marcia dal tono macabro, gusto per soluzioni timbriche insolite e per il lirismo solista di alcuni strumenti, l’inconfondibile guizzo ironico), e il Concerto per pianoforte e orchestra n.2 di Johannes Brahms, una pagina composta nel 1881 che risulta fra le più complesse della letteratura ottocentesca, affidata nell’occasione al formidabile virtuosismo e alla raffinata sensibilità di Andràs Shiff.

Lo stesso Mehta, insieme a Shiff, tornano in pista sabato sempre nel nome di Šostakovič e di Brahms. Del primo verrà eseguita la Quinta Sinfonia, datata 1937, una delle sue partiture più emblematiche e sofferte, dopo il duro attacco della Pravda che lo accusava di formalismo (ovvero autore di un’arte borghese nemica del popolo), che lo stesso Šostakovič ambiguamente sottotitolò come “Risposta pratica di un compositore a una giusta critica”, mentre del secondo ascolteremo il Concerto per pianoforte e orchestra n.1, risultato di una gestazione quanto mai difficile, protrattasi per ben quattro anni, fra dubbi, ripensamenti, modifiche e richieste di consigli ai fidatissimi Clara Schumann e Joseph Joachim. Inizio concerto ore 20.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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